martedì, novembre 14, 2006
mercoledì, maggio 24, 2006
Homo economicus

Tempo d'estate tempo di festival. Ma questa volta, almeno a Trento, nessuna chitarra, nessun sassofono e nessuno stadio in delirio. Al loro posto calcolatrice (o pallottoliere per i più nostalgici), lavagne luminose, biblioteche e proiezioni cinematografiche.
Di cosa sto parlando? Dell'ultima pensata fra Provincia e Università di Trento: un festival sull'economia. Con l'intenzione di diventare un centro di grande interesse sul tema nonchè un appuntamento annuale parte così per il primo anno dall'1 al 4 giugno 2006 un festival sull'economia.
La prima cosa a cui ho pensato leggendo di questo festival (che ha pure un sito internet - http://www.festivaleconomia.it/) è stata : "ma a chi può interessare l'economia? Figuriamoci un festival dedicato... che due palle!"
In realtà tutto il mio astio verso questa materia era (ed è) radicato a partire dal semplice fatto che ho odiato l'Economia come "scienza" dal primo minuto di lezione di Economia Politica, esame basic basic di ogni facoltà universitaria (penso), fra i più pallosi fondamentali che abbia mai subito (se la gioca con Statistica). Sarà stato il docente (un mega stronzo...ora che ci penso sembrava il gemello cattivo di Tremonti), sarà stato che si avvicinava l'estate, ma soprattutto sarà stato che tutto quel micro e macro di cui sentivo parlare a lezione mi sembrava così distante che di li a poco (bastarono 2 lezioni) presi la decisione definitiva: odierò per sempre i grafici di domanda e offerta, il PIL, le situazioni di monopolio, la spesa aggregata ecc ecc
Insomma, l'Economia per come me l'hanno proposta ed insegnata è stata un vero e proprio trauma.
Fino a quando, giusto qualche settimana fa, leggo di questo festival di Trento. Afferro per curiosità il libretto (che è stato spedito in ogni casa) e mi metto a sfogliarlo distrattamente, con la convinzione che l'avrei riposto nel cestino a breve. E qui viene in bello: trovo che gli argomenti trattati sono tutti piuttosto interessanti. Si parla infatti di "ricchezza e povertà" un tema che, per gli studi che ho fatto, mi ha sempre incuriosito. In realtà il tema l'ho affrontato da un punto di vista puramente sociologico senza addentrarmi troppo nel campo, appunto, economico della questione. Mi trovo per la prima volta a concepire l'economia come una scienza che deve finire nel pratico e deve dare risposte e implica la dificoltà di trovare soluzioni reali a gravissimi problemi, come quello della disparità tra ricchi e poveri, tra sfruttati e sfruttatori ma anche, per restare più a casa nostra, ai problemi legati all'etica economica, al precariato, alla disuguaglianza geografica. Partecipano al Festival grandi personalità, economisti di fama internazionale, politici, giornalisti, operatori del settore. Mostre, dibattiti, forum, proiezioni cinematografiche sul tema, concerti, incontri con gli autori, confronti.
Scelgo a caso un significativo punto di partenza per riflessioni sucessive citando lo spunto critico di una delle tante tavole rotonde:
(immaginate di leggere il testo seguente con tono e piglio della bravissima Milena Gabanelli, nella quale ripongo la massima stima)
L’Europa spende due dollari e mezzo al giorno per ogni mucca, mentre ci sono più di tre miliardi di persone sul pianeta che vivono con un reddito inferiore ai due dollari al giorno. È giusto continuare a sostenere l’agricoltura? E ci sono modi per farlo che costerebbero meno?
Queste sono le domande di economia che dovrebbero stare negli esami universitari! Questi sono i grandi paradossi del mondo che viviamo! Questa si che è sono LE DOMANDE per quali dobbiamo per forza di cose trovare risposte e azioni adeguate e concrete al più presto!
La città sarà sicuramente in grado di rispondere a questo cortese ed interessantissimo invito al confronto. Spero d'esserlo anch'io. Anzi, ne sono certo.
Vi terrò sicuramente informati sull'argomento.
lunedì, maggio 08, 2006
Old Boy
se fosse solo una questione
dove alcuni arrivano ed altri no. O forse
abbiamo desideri differenti
o
forse non ci sentiamo e allora pensiamo che sia solo a fortuna ad unirci
Se
è possible? Fermare il ticchettio di questo
orologio di immagini
sempre uguali e forse ora mi accorgo anche sbiadite
Impossibile allontanarmi, fuggire. perchè
non voglio
non voglio
non voglio
giovedì, marzo 23, 2006
Politiche 2006
Vorrei tanto entrare in una camera iperbarica con l'opera omnia di Mozart, centinaia di fumetti, popcorn a chili e qualche bel film fino alle prossime elezioni. Si, qui bisogna resistere a tutto e tutti. Le prossime elezioni saranno ricordate per essere state le più importanti da cinquant'anni ad oggi, ma più ci avviciniamo e più mi sento mancare l'aria. Mi sembra di soffocare. Fra dichiarazioni e controdichiarazioni, rapporti USA sulla sicurezza (tenetevi le vostre paure e ossessioni per voi, grazie), scontri a Genova (non capirò mai questo genere di stronzate), prossima sfida tv, Vanna Marchi che forse va in galera...insomma chiudiamoci tutti a riccio e prepariamoci...forse a breve metteremo la parola fine a tutto questo. Un grande e solo invito mi interessa farvi: andate a votare! Non mi interessa sapere per chi voterete e nemmeno voglio influenzare le vostre scelte, ma vi chiedo di esprimere il vostro voto. Non provate poi a lamentarvi! Come si dice in questi casi: uomo avvisato...Frase del giorno:
Raccontare ai giornalisti stranieri la politica culturale italiana non è cosa semplice. Bisogna prima di tutto cercare di non ridere - Alberto Ronchey
martedì, marzo 21, 2006
Musica portatile
Frase del giorno :
Viviamo in un'epoca in cui il superfluo è la nostra unica necessità - Oscar Wilde
mercoledì, febbraio 01, 2006
Buca, buca con acqua, buca con sassi...
Ad ogni modo saprete tutti della valanga di neve che ha colpito Trento nei giorni scorsi. Ecco, se non lo sapevate ora lo sapete. Quello che non sapete (ma con un pochino di sforzo potevate arrivarci con facilità) è che ho dovuto spalare una quantità mostruosa di neve altrimenti finivo isolato fino alla fine di Marzo nutrendomi di insetti.
Novità sensazionali non ce ne sono state anche se l'idea che qualcosa stravolga la mia vita non mi dispiacerebbe affatto. Qualcosa che mi colpisca in pieno... come un vaso che cada dal balcone di una vecchia e mi centri all'uscita di un bar.
La morsa del gelo lentamente ci abbandona e in questa primavera apparente (abbiamo toccato i +15°C un record rispetto ai -20 di alcuni giorni fa) ho davvero bisogno di qualcosa di nuovo.
insomma, voglio che qualcuno mi rapisca...mi metta in un bel sacco e mi porti da qualche parte, un posto lontano tutto da scoprire!
Frase del giorno :
"[...]O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai[...]" - Jovannotti & Carboni
martedì, gennaio 24, 2006
Addio
l'anno nuovo mi ha spinto ad una decisione che meditavo da tempo. Lascio l'università, la mia famiglia, e questo Paese a cui idealmente non mi sento più di appartenere. Ci sono numerose ragioni per questa decisone , ma il contributo definitivo l'ha dato il mio coinvolgimento in un gruppo umanitario che sostiene la Resistenza Nicaraguese che sta combattendo per la libertà e la giustizia contro i sistematici soprusi da parte dell'attuale governo. Sono da molti mesi in comunicazione con questo gruppo, ed alla fine ho deciso di unirmi a loro per dare una mano, come professionista e come uomo. So che penserete che io sia diventato pazzo. Ma credetemi, non è così. E niente mi farà cambiare questa decisione, in cui credo molto.
Spero di sentirvi ancora!
Vi auguro un in bocca al lupo a tutti ed uno strepitoso 2006!
Un abbraccio e un grazie di tutto.
Ciao a tutti
Nicola
P.S.: Allego una foto del gruppo dei rivoluzionari a cui mi unisco.
giovedì, gennaio 19, 2006
Sogno premonitore
- Che c’è? Sei stanca? Ormai siamo quasi arrivati.
- Voglio sapere solo una cosa, Sandro. Devo saperla prima di andare dalla dottoressa, per poter decidere.
- Cosa vuoi sapere?
La tua voce adesso è diversa, sembra quasi rauca. Sei teso, lo vedo, ma non è solo la stanchezza per questo viaggio. E’ altro. Hai intuito che cosa sto per chiederti. Non è una domanda è la domanda. Torni per una attimo a guardare la strada. Siamo ancora all’inizio del ponte e ci sono poche altre automobili. Torni a fissarmi perchè senti che non mollo questa presa, ti continuo a guardare negli occhi.
- La ami ancora?
- Chi?
- Dimmi se la ami ancora, dimmi se attraverso di me tu ami lei. Dimmi la verità!
Giri di nuovo la testa verso la strada e non rispondi. I tuoi occhi mi sfuggono e comincio a vederci dentro quel velo che odio e che mi spaventa. Stai mentendo. Sai benissimo di chi parlo. Con la mano ti afferro il mento per costringerti a guardarmi negli occhi.
- Tu la ami ancora, Sandro. Non hai mai smesso di desiderarla, vero? E la desideri così tanto perchè non l’hai mai avuta, come invece sei riuscito con me.
- Ma di cosa stai parlando?
- Dimmi soltanto se mi ami almeno un po’ o se stai con me solo per ricordarti di lei.
- Stai dicendo delle cose... delle cose assurde!
Adesso ho un nodo alla gola, e sta per scoppiare. La mia mano tiene ancora la tua testa girata di fianco, verso di me. Non posso sopportare che tu mi sfugga anche nel mentire. Guardami negli occhi e forse potrò accettare le tue bugie con meno dolore, con meno rabbia. Tu adesso cerchi di girare la testa ma io ti trattengo ancora, come posso. Devo guardare i tuoi occhi, voglio vedere se c’è ancora quel velo sopra di loro.
- Stai con me per poterla vedere? Oppure guardi me ed immagini che io sia lei? Dimmelo!!
Sto urlando ora. Non l’ho mai fatto con te. Ho paura di me stessa e di come sono; ma ho ancora più paura di come mi sentirei se non lo facessi e di non riuscire a dire tutto, proprio tutto quello che mi porto dentro.
- Lasciami, devo guidare!
- Dimmi se per te io sono lei!Adesso dì la verità, Sandro!!
- Ma cosa stai dicendo Marta! Io non so che...
Qualcosa si spacca dentro di me, di colpo. Quel nome così sbagliato e così vero – il nome di lei – straccia in mille pezzetti questa mia penosa illusione. Tu impallidisci e mi fissi con uno sguardo atterrito. Tengo ancora il tuo viso nella mia mano. Vorrei graffiarti, vorrei strapparti quella maschera, dove le tue rughe adesso sono solo le pieghe del male. Ma la maschera è caduta e non c’è più nulla da nascondere o da togliere, ormai. Sto per urlare quando un colpo secco, che viene da sotto o da fuori, cancella tutto questo in una frazione di secondo. Tutto accade in un attimo che è troppo veloce per capire. Tu ti volti verso la strada, urli, muovi di colpo lo sterzo, io sono girata e non vedo e non capisco nulla, sento altri colpi più forti e metallici, tutto si gira di traverso, sento ancora un altro botto ancora più forte, l’auto si inclina, ancora un attimo di assurdo silenzio con il motore che si imballa e gira a vuoto, solo due tre secondi e poi il tonfo dell’acqua.
Siamo dentro il fiume.
Siamo dentro la fine.

Frase del giorno :
"L'essere amata è per la donna un bisogno superiore a quello di amare" - Sigmund Freud
sabato, gennaio 14, 2006
Jazz in Trento
Bella la serata di giovedì. Bella musica, belle presenze, bello il Venezuela e la sua gente. Tutto sommato un serata diversa (se ne sentiva il bisogno).
Mentre Calderoli esordisce ad una conferenza con il suo solito savuar fer (si scriverà così? boh) con la frase "questi culattoni hanno nauseato" io penso che forse questi individui verranno rieletti e mi chiedo in che direzione vuole andare l'Italia.
Nel frattempo sono venuti a trovarmi a casa due miei grandi amici. Allego la foto.
Frase del giorno:
"Ritengo sia da selvaggi fare l'amore nudi." - Kim Basinger
giovedì, gennaio 12, 2006
La dura legge dei trigliceridi
Frase del giorno : "Cen-to! Cen-to! Cen-to !" - Ok il prezzo è giusto con Iva Zanicchi (riferimento ai 100kg che raggiungerò a breve...)
mercoledì, gennaio 11, 2006
Rivoluzione!
Ce la farò ?
Mistero
ps:
d'ora in poi ad ogni post assegnerò una frase del giorno...ringrazio un mio caro amico per avermi suggerito l'idea leggendo il suo blog.
Frase del giorno :
"Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio si alzò e andò ad aprire e vide che non c'era nessuno." - Martin Luther King

