lunedì, giugno 20, 2005

No infradito? ahi ahi ahi ahi ahi!



Pontida, 2 giorni fa. Con 40 gradi all'ombra il ministro Calderoli (ma non aveva detto che si sarebbe dimesso?) sfoggia un' elegante scarpettina nera (che sa fin troppo da suora) senza calzino.

L'Italia intera, dopo attimi di silenziosissimo terrore ed in preda ad un crisi d'angoscia si domanda: ma non gli puzzeranno i piedi?

martedì, giugno 14, 2005

La Signora

Capita a volte (sarebbe strano che non vi fosse mai capitato) che una persona durante la propria esistenza si interroghi sulle grandi domande della vita: chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo. In particolare l'ultima ha sempre suscitato in me grande interesse. Sul "dove andiamo" ci sarebbe tanto e troppo di cui parlare. Una cosa però rimane certa: la vita ha una scadenza. Si, prima o poi tutti siamo destinati a morire. Quindi, che ci piaccia o meno, prima o poi la Signora verrà a farci visita e con lei ci troveremo a compiere un viaggio verso chissà quale luogo e tempo.

La Morte

La società contemporanea nella quale viviamo non dipinge la Morte come un evento d'obbligo, un passaggio forzato. Anzi a me pare che nelle società occidentatali benestanti vi sia in atto un processo che mira a farci dimenticare la sua esistenza. Qualcuno sulle tv (TUTTE) e in un certo cinema (il cinema di massa, i grandi blockbuster) opera affinchè della Morte sia vietato trattare. Ecco, la Morte è diventata tabù: vietato chiedersi cosa sia, vietato domandarsi quando arriverà e soprattutto VIETATO PARLARNE. Al contrario il modello che viene proposto è quello delle creme anti-age, delle lampade abbronzanti, del sorriso smagliante, della cintura per dimagrire.
Secondo questo schema di comportamento che potremmo sintetizzare in "vedo solo quello che voglio vedere" e "parlo solo di quello di cui voglio parlare" rischiamo ancora una volta di generare dei mostri, figli del silenzio, di cui il secolo scorso ha vantato un numero record di illustri presenze.
Un ostacolo che è DENTRO di noi. Sono sempre più convinto che le grandi crisi dell'uomo tenute sommerse dentro di esso possano diventare terreno fertile per sviluppi di modelli di comportamento terrificanti. Durante il Nazismo la morte di un biondo soldato bavarese sul campo di battaglia era una tragedia, un'eroe che si era sacrificato per un ideale, con posto riservato nel Valhalla (questo mi ricorda i nostri nuovi terroristi) una storia da fiction in prima serata. Al contrario, decretare la morte di un ebreo o di un appartenente ad una qualsiasi razza inferiore era un DOVERE. La sua cancellazione era prassi comune.

Qual'è la verità? Si può pensare ad un Morte con significati diversi?

Quand'è che ci abitueranno all'idea che la morte è uguale per tutti?








sabato, giugno 04, 2005

Dum Dee Dum


BAD BOYS

Bad boys

Whatcha want, watcha want
Whatcha gonna do
When Sheriff John Brown come for you
Tell me
Whatcha gonna do, whatcha gonna do
Yeaheah

CHORUS:
Bad boys, bad boys
Whatcha gonna do, whatcha gonna do
When they come for you
(Repeat)

When you were eight
And you had bad traits
You go to school
And learn the golden rule
So why are you
Acting like a bloody fool
If you get hot
You must get cool

CHORUS

You chuck it on that one
You chuck it on this one
You chuck it on your mother and
You chuck it on your father
You chuck it on your brother and
You chuck it on your sister
You chuck it on that one and
You chuck it on me

CHORUS
(Repeat)

Nobody naw give you no break
Police naw give you no break
Soldier naw give you no break
Not even you 'idren naw give you no break
Hey hey

CHORUS
(Repeat)

Why did you have to act so mean
Don't you know you're human being
Born of a mother with the love of a father
Reflections come and reflections go
I know sometimes you want to let go
Hey hey hey
I know sometimes you want to let go

Bad boys, bad boys
Whatcha gonna do, whatcha gonna do
When they come for you
(Repeat)
(You're too bad, you're too rude)
(You're too bad, you're too rude)
Bad boys, bad boys
Whatcha gonna do, whatcha gonna do
When they come for you
(Repeat)

(Repeat)

You chuck it on that one
You chuck it on this one
You chuck it on your mother and
You chuck it on your father
You chuck it on your brother and
You chuck it on your sister
You chuck it on that one and
You chuck it on me

CHORUS
(repeat 'til the end)