venerdì, dicembre 16, 2005
Dear Blog,
mi vergogno moltissimo e ti prego, se puoi (visto che comunque ci avviciniamo a Natale e dovremmo essere tutti più buoni) scusami. Mi sono comportato molto male nei tuoi confronti. Ti devo confessare un sacco di cose a cominciare dal fatto che pur collegandomi ad internet quasi ogni giorno (anzi, togliamo il quasi) non ti dedico più il tempo che vorrei dedicarti. E, credimi, è una pesante sconfitta per me. Di cose da dire ne avrei tante ma per ora non sono dell'umore di scrivere un bel nulla di niente. Sappi però che non sono messo malissimo. Soffro il freddo in maniera impressionante e sogno che torni il caldo. Se non fossi un eterno mammone ti confesso che mi trasferirei subito in un paese caldo dove trascorrere tutta la vita. In fondo non si vive una volta sola? Allora perchè dovrei finire a lavorare in uno stupido ufficio affogato dal freddo grigiume delle nostre città ? Ad ogni modo resisto, per ora con successo: niente mal di gola, raffreddore e soprattutto niente influenza.
sabato, ottobre 08, 2005
lunedì, luglio 18, 2005
Mare mare mare ma che voglia di arrivare...

Ci siamo, mercoledì (se tutto va bene) partiamo per il mare.
Prima però lasciatevi rapire.
Alta marea
(A.Venditti)
Autostrada deserta al confine del mare
sento il cuore più forte di questo motore
Sigarette mai spente sulla radio che parla
io che guido seguendo le luci dell'alba
Lo so lo sai la mente vola
fuori dal tempo e si ritrova sola
senza più corpo né prigioniera
nasce l'aurora
Tu sei dentro di me come l'alta marea
che scompare e riappare portandoti via
Sei il mistero profondo, la passione, l'idea
sei l'immensa paura che tu non sia mia.
Lo so lo sai il tempo vola
ma quanta strada per rivederti ancora
per uno sguardo per il mio orgoglio
quanto ti voglio
Tu sei dentro di me come l'alta marea
che scompare e riappare portandoti via
Sei il mistero profondo, la passione, l'idea
sei l'immensa paura che tu non sia mia.
Lo so lo sai il tempo vola
ma quanta strada per rivederti ancora
per uno sguardo per il mio orgoglio
quanto ti voglio
.......per dirti quanto ti voglio
.......per dirti quanto ti voglio
.......per dirti quanto ti voglio

venerdì, luglio 15, 2005
Involtini primavera
Che noi occidentali vivessimo in una realtà marcia al 90% l'avevo capito da tempo ma dopo quello che ho scoperto oggi posso alzare ulteriormente questa stima fino a raggiungere un buon 95%. Tutto il mondo (pfffff) è rimasto colpito dalla prossima copertina di Playboy (la trovate qui a fianco) dedicata alla cinesina tutta casa e chiesa Bai Ling. E' la prima volta che playboy mette una ragazza cinese sulla sua copertina! Ma chi è Bai Ling? E' una tra quelle persone che alcuni anni fa, era il 1989, a 18 anni appena compiuti manifestava il proprio dissenso verso il governo cinese nella tristemente nota (per come andarono poi i fatti) Piazza Tienanmen.Oggi la giovane Ling è una star di Hollywood. Mi dicono che abbia partecipato in questi ultimi anni a numerosi film (?) e che sia richiesta ovunque come ospite.
Ora badate bene che quello che mi ha fatto prima ridere e poi piangere non nasce da sterili considerazioni sull' ascesa (o discesa?) di questa piccola-grande donna e nemmeno dal fatto che sia la prima cinese a posare per la "storica" rivista per uomini. Contrariamente a tutti quanti ciò che mi ha colpito è stato altro! Vi invito a leggere i titoli di copertina. Sulla sinistra notiamo una serie di parole attinenti a Playboy: naked, sex... mentre sulla destra... si legge TESTUALMENTE: "Esclusivo: dentro il cervello del killer più mortale di Al Qaeda".
A questo punto mi chiedo: ma se il sottotitolo di Playboy è "entertainment for men" qualcuno mi spiega da quando Al Quaeda è diventata INTRATTENIMENO? Come al solito si rischia di fare tanta, troppa confusione. Sesso, Cina, comunismo, libertà, Al Quaeda, Bin Laden... ma uno che compra Playboy non voleva solo tette-culi-tette-culi-tette-culi... con qualche pelo qua e la?
Di questo passo nel prossimo numero mi aspetto di trovare uno speciale "Cicciolina ed Eva Henger: le donne segrete del Mullah Omar",
Basta, ho deciso: domani disdico l'abbonamento.
sabato, luglio 09, 2005
lunedì, luglio 04, 2005
La Signora - Parte II

Riprendo un discorso lasciato a metà con l'intenzione di svilupparne una parte nascosta, una parte che in realtà doveva essere la parte principale del discorso iniziale ma che di fatto non ho ancora trattato.
Nella puntata precedente ho avuto modo di esprimervi il mio pensiero circa il significato di morte sottolineando in particolare la differenza di significati che oggi ci vengono proposti.
In realtà non era mia intenzione sviluppare quel tema. La mia intenzione era invece quella di raccontarvi una storia successa tanto tempo fa.
Ero un piccolo bambino. Penso che frequentassi la prima classe delle Elementari. Una sera mi ricordo che a causa di un incubo o un brutto sogno mi infilai nel mitico lettone dei genitori. C'era solo il mio papà, non ricordo come mai. Beh, nella notte buia e profonda, mentre ero disteso al suo fianco realizzai una cosa sconcertante: prima o poi moriremo. Fu un LAMPO nel buio profondo. Capiterà ai miei genitori, ai miei zii, ai miei nonni, ai miei amici di scuola, alla mia maestra ... ma la cosa ancor più sconcertante fu che anche dopo essermi reso conto che pure io sarei morto come tutti loro, beh ecco di questo non mi interessava nulla. Si, la mia morte era affare mio e non mi spaventava assolutamente. Ancora oggi non posso dirmi spaventato dalla Morte più di quanto sia spaventato dalla scomparsa di chi mi circonda. Ecco il punto: non posso credere che chi mi circonda possa scomparire. Prima penso ai miei genitori e poi via via a seguire parenti ed amici. Non riesco a farmene una ragione. E so benissimo che soffrirò tantissimo quando ciò accadrà.
- Nessun uomo è un'isola,
- completo in se stesso;
- ogni uomo è un pezzo del continente,
- una parte del tutto.
- Se anche solo una nuvola
- venisse lavata via dal mare,
- l'Europa ne sarebbe diminuita,
- come se le mancasse un promontorio,
- come se venisse a mancare
- una dimora di amici tuoi,
- o la tua stessa casa.
- La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce,
- perché io sono parte dell'umanità.
- E dunque non chiedere mai
- per chi suona la campana:
- suona per te.
- (J.Donne)
lunedì, giugno 20, 2005
No infradito? ahi ahi ahi ahi ahi!

Pontida, 2 giorni fa. Con 40 gradi all'ombra il ministro Calderoli (ma non aveva detto che si sarebbe dimesso?) sfoggia un' elegante scarpettina nera (che sa fin troppo da suora) senza calzino.
L'Italia intera, dopo attimi di silenziosissimo terrore ed in preda ad un crisi d'angoscia si domanda: ma non gli puzzeranno i piedi?
martedì, giugno 14, 2005
La Signora
Capita a volte (sarebbe strano che non vi fosse mai capitato) che una persona durante la propria esistenza si interroghi sulle grandi domande della vita: chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo. In particolare l'ultima ha sempre suscitato in me grande interesse. Sul "dove andiamo" ci sarebbe tanto e troppo di cui parlare. Una cosa però rimane certa: la vita ha una scadenza. Si, prima o poi tutti siamo destinati a morire. Quindi, che ci piaccia o meno, prima o poi la Signora verrà a farci visita e con lei ci troveremo a compiere un viaggio verso chissà quale luogo e tempo.
La Morte
La società contemporanea nella quale viviamo non dipinge la Morte come un evento d'obbligo, un passaggio forzato. Anzi a me pare che nelle società occidentatali benestanti vi sia in atto un processo che mira a farci dimenticare la sua esistenza. Qualcuno sulle tv (TUTTE) e in un certo cinema (il cinema di massa, i grandi blockbuster) opera affinchè della Morte sia vietato trattare. Ecco, la Morte è diventata tabù: vietato chiedersi cosa sia, vietato domandarsi quando arriverà e soprattutto VIETATO PARLARNE. Al contrario il modello che viene proposto è quello delle creme anti-age, delle lampade abbronzanti, del sorriso smagliante, della cintura per dimagrire.
Secondo questo schema di comportamento che potremmo sintetizzare in "vedo solo quello che voglio vedere" e "parlo solo di quello di cui voglio parlare" rischiamo ancora una volta di generare dei mostri, figli del silenzio, di cui il secolo scorso ha vantato un numero record di illustri presenze.
Un ostacolo che è DENTRO di noi. Sono sempre più convinto che le grandi crisi dell'uomo tenute sommerse dentro di esso possano diventare terreno fertile per sviluppi di modelli di comportamento terrificanti. Durante il Nazismo la morte di un biondo soldato bavarese sul campo di battaglia era una tragedia, un'eroe che si era sacrificato per un ideale, con posto riservato nel Valhalla (questo mi ricorda i nostri nuovi terroristi) una storia da fiction in prima serata. Al contrario, decretare la morte di un ebreo o di un appartenente ad una qualsiasi razza inferiore era un DOVERE. La sua cancellazione era prassi comune.
Qual'è la verità? Si può pensare ad un Morte con significati diversi?
Quand'è che ci abitueranno all'idea che la morte è uguale per tutti?

La Morte
La società contemporanea nella quale viviamo non dipinge la Morte come un evento d'obbligo, un passaggio forzato. Anzi a me pare che nelle società occidentatali benestanti vi sia in atto un processo che mira a farci dimenticare la sua esistenza. Qualcuno sulle tv (TUTTE) e in un certo cinema (il cinema di massa, i grandi blockbuster) opera affinchè della Morte sia vietato trattare. Ecco, la Morte è diventata tabù: vietato chiedersi cosa sia, vietato domandarsi quando arriverà e soprattutto VIETATO PARLARNE. Al contrario il modello che viene proposto è quello delle creme anti-age, delle lampade abbronzanti, del sorriso smagliante, della cintura per dimagrire.
Secondo questo schema di comportamento che potremmo sintetizzare in "vedo solo quello che voglio vedere" e "parlo solo di quello di cui voglio parlare" rischiamo ancora una volta di generare dei mostri, figli del silenzio, di cui il secolo scorso ha vantato un numero record di illustri presenze.
Un ostacolo che è DENTRO di noi. Sono sempre più convinto che le grandi crisi dell'uomo tenute sommerse dentro di esso possano diventare terreno fertile per sviluppi di modelli di comportamento terrificanti. Durante il Nazismo la morte di un biondo soldato bavarese sul campo di battaglia era una tragedia, un'eroe che si era sacrificato per un ideale, con posto riservato nel Valhalla (questo mi ricorda i nostri nuovi terroristi) una storia da fiction in prima serata. Al contrario, decretare la morte di un ebreo o di un appartenente ad una qualsiasi razza inferiore era un DOVERE. La sua cancellazione era prassi comune.
Qual'è la verità? Si può pensare ad un Morte con significati diversi?
Quand'è che ci abitueranno all'idea che la morte è uguale per tutti?

sabato, giugno 04, 2005
Dum Dee Dum
BAD BOYS
Bad boys
Whatcha want, watcha want
Whatcha gonna do
When Sheriff John Brown come for you
Tell me
Whatcha gonna do, whatcha gonna do
Yeaheah
CHORUS:
Bad boys, bad boys
Whatcha gonna do, whatcha gonna do
When they come for you
(Repeat)
When you were eight
And you had bad traits
You go to school
And learn the golden rule
So why are you
Acting like a bloody fool
If you get hot
You must get cool
CHORUS
You chuck it on that one
You chuck it on this one
You chuck it on your mother and
You chuck it on your father
You chuck it on your brother and
You chuck it on your sister
You chuck it on that one and
You chuck it on me
CHORUS
(Repeat)
Nobody naw give you no break
Police naw give you no break
Soldier naw give you no break
Not even you 'idren naw give you no break
Hey hey
CHORUS
(Repeat)
Why did you have to act so mean
Don't you know you're human being
Born of a mother with the love of a father
Reflections come and reflections go
I know sometimes you want to let go
Hey hey hey
I know sometimes you want to let go
Bad boys, bad boys
Whatcha gonna do, whatcha gonna do
When they come for you
(Repeat)
(You're too bad, you're too rude)
(You're too bad, you're too rude)
Bad boys, bad boys
Whatcha gonna do, whatcha gonna do
When they come for you
(Repeat)
(Repeat)
You chuck it on that one
You chuck it on this one
You chuck it on your mother and
You chuck it on your father
You chuck it on your brother and
You chuck it on your sister
You chuck it on that one and
You chuck it on me
CHORUS
(repeat 'til the end)
giovedì, maggio 19, 2005
A long time ago...
Quando l'occhio addormentato mi cade, quasi per caso, sulla finestra socchiusa, impiego svariati secondi a capire che non piove più e ora fuori splende un sole africano.
giovedì, maggio 05, 2005
Jolly46
Bologna sfuma nel caldo di un miraggio estivo ed io non credo di sentirmi bene. E' tutto così assurdo. Inseguire persone che inseguono altre persone. Un girotondo dove le mani si sfiorano e gli sguardi sfuggono. Ma davvero ci si deve rassegnare a questo? C'è un modo per sfuggire, per modificare LA NOSTRA VITA a nostro piacimento? E' una mancanza di coraggio? Di follia? E' forse egoismo? E' un destino già scritto, un libro già stampato, con un finale già deciso?
Gocce di memoria - Giorgia
[ascolta]
Sono gocce di memoria
queste lacrime nuove
Siamo anime in una storia
incancellabile
Le infinte volte che
mi verrai a cercare nelle mie stanze vuote
Inestimabile
è inafferrabile la tua assenza che mi appartiene
Siamo indivisibili
siamo uguali e fragili
e siamo già così lontani
Con il gelo nella mente
sto correndo verso te
siamo nella stessa sorte
che tagliente ci cambierà
Aspettiamo solo un segno
un destino un’eternità
e dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te
Siamo gocce di un passato
che non può più tornare
Questo tempo ci ha tradito, è inafferrabile
Racconterò di te
Inventerò per te quello che non abbiamo
Le promesse sono infrante
come pioggia su di noi
Le parole sono stanche, ma so che tu mi ascolterai
Aspettiamo un altro viaggio, un destino, una verità
E dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te
queste lacrime nuove
Siamo anime in una storia
incancellabile
Le infinte volte che
mi verrai a cercare nelle mie stanze vuote
Inestimabile
è inafferrabile la tua assenza che mi appartiene
Siamo indivisibili
siamo uguali e fragili
e siamo già così lontani
Con il gelo nella mente
sto correndo verso te
siamo nella stessa sorte
che tagliente ci cambierà
Aspettiamo solo un segno
un destino un’eternità
e dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te
Siamo gocce di un passato
che non può più tornare
Questo tempo ci ha tradito, è inafferrabile
Racconterò di te
Inventerò per te quello che non abbiamo
Le promesse sono infrante
come pioggia su di noi
Le parole sono stanche, ma so che tu mi ascolterai
Aspettiamo un altro viaggio, un destino, una verità
E dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te

Ciao Jolly46
martedì, aprile 26, 2005
Ollallà!

Pare proprio che sia tornato!
Cazzo ma voi lo sapevate che il mio sogno sarebbe stato vivere nel '700 ?
Ed ora un messaggio in codice per una persona speciale :
Il tempo delle decisioni è giunto:
Sono sulla via di Damasco
Attendo il fringuello fringuellare!
martedì, aprile 05, 2005
E' lui o non è lui ?
Dalla regia una simpatica quanto innaffidabile matta schizzoide si agita in preda a convulsioni vomitanto un liquidino verde nel tentativo di informarmi di una recente ed importante vittoria.
Sarà da crederci oppure finirà tutto in uno scherzo come quando mi dissero che il Tenerone esisteva davvero ed era ansioso di conoscermi?
Sarà da crederci oppure finirà tutto in uno scherzo come quando mi dissero che il Tenerone esisteva davvero ed era ansioso di conoscermi?

lunedì, aprile 04, 2005
Viaggio al centro della Coop
Ragazze madri con bambini capricciosi che vogliono i biscotti di marca per la colazione, quelli con la glassa a puntini.
Tanti piccoli bambini nella loro innocenza vittime di nomi americani idioti.
Ciao Mike, how are you ?
Sa volelo da me fiol ?
Per fortuna c'è una signora che mi offre il caffè e le caramelle spiegandomi che il caffè viene da Modena e che...
già dimenticato tutto
Tanti piccoli bambini nella loro innocenza vittime di nomi americani idioti.
Ciao Mike, how are you ?
Sa volelo da me fiol ?
Per fortuna c'è una signora che mi offre il caffè e le caramelle spiegandomi che il caffè viene da Modena e che...
già dimenticato tutto
sabato, aprile 02, 2005
Correre
Corro
veloce, tra scale, troppe distanze, troppi pensieri.
Suonano un tango con la stessa passione con cui ti avrei amato. Resto in piedi.
Dio mio che bella musica
e quando incrocio i tuoi occhi per un istante vorrei camminare verso di te e prenderti per mano lievemente scomparire in un ballo che non conosco guidato solo dalla tua presenza.
Non c'è nient'altro
Noi due soli e i nostri passi.
Dalla nave non si vede nulla è buio e sul ponte vorrei accendermi una sigaretta.
Sei sempre li
Sorrido e ti ho quasi già conosciuta.
A cosa pensi ?
Ora non ci vediamo. Ti volti.
Distanza
Mi parli ma non ti sento
Ti parlo ma non mi senti
Il tango giunge al termine ed i suonatori già ricordano il profumo delle loro ragazze che aspettano ai tavolini del locale.
Una porta
si apre e tutto sembra sparire e mi ritrovo a
Correre
Il resto non conta più nulla
La nave riparte ed io sommerso di vento fra i capelli mi giro a guardarla
E mi chiedo se si possa piegare
il destino
e risalire sulla nave
mentre il buio ci ingoia
veloce, tra scale, troppe distanze, troppi pensieri.
Suonano un tango con la stessa passione con cui ti avrei amato. Resto in piedi.
Dio mio che bella musica
e quando incrocio i tuoi occhi per un istante vorrei camminare verso di te e prenderti per mano lievemente scomparire in un ballo che non conosco guidato solo dalla tua presenza.
Non c'è nient'altro
Noi due soli e i nostri passi.
Dalla nave non si vede nulla è buio e sul ponte vorrei accendermi una sigaretta.
Sei sempre li
Sorrido e ti ho quasi già conosciuta.
A cosa pensi ?
Ora non ci vediamo. Ti volti.
Distanza
Mi parli ma non ti sento
Ti parlo ma non mi senti
Il tango giunge al termine ed i suonatori già ricordano il profumo delle loro ragazze che aspettano ai tavolini del locale.
Una porta
si apre e tutto sembra sparire e mi ritrovo a
Correre
Il resto non conta più nulla
La nave riparte ed io sommerso di vento fra i capelli mi giro a guardarla
E mi chiedo se si possa piegare
il destino
e risalire sulla nave
mentre il buio ci ingoia

martedì, marzo 22, 2005
Welcome back
Quanto vorrei scrivere e quanto poco invece scriverò. Vorrei trascorrere una notte intera sommerso di musica a parlarvi di quanto è stato bello svolgere questo piccolo lavoro, di quanto simpatica era la ragazza con cui ho lavorato, di che sole meraviglioso e che splendide giornate ho visto, di quanto bello è scoprire luoghi nuovi, di quanto di quanto di quanto....
Ho una musica triste in testa, bella ma triste.
Ho una musica triste in testa, bella ma triste.
giovedì, marzo 17, 2005
Fuori uno ?
Era proprio una bella persona. Una di quelle che non si trovano più. Con la sua classe, il suo stile, il suo garbo. Un vero signore d'altri tempi. Un vero peccato. Se ne vanno sempre e solo i migliori. Mi mancherà. Ci mancherà.

Mission to Fondo
!!! Lavoro in vista !!!
Luogo : Fondo (Val di Non)
Ruolo : intervistatore schizzofrenico (tipo Blade Runner)
Durata lavoro : Venerdì 18 & Sabato 19
Zaino in spalla c'è da guadagnare qualche soldino così posso spendere i soldi per comprarmi tanta cioccolata!!! Spero di non annoiarmi troppo.
Chissà come finirà...
Luogo : Fondo (Val di Non)
Ruolo : intervistatore schizzofrenico (tipo Blade Runner)
Durata lavoro : Venerdì 18 & Sabato 19
Zaino in spalla c'è da guadagnare qualche soldino così posso spendere i soldi per comprarmi tanta cioccolata!!! Spero di non annoiarmi troppo.
Chissà come finirà...

lunedì, marzo 14, 2005
Spiegazioni
Fino ad ora non vi ho mai svelato i motivi per i quali ho voluto creare Mondo Razzo. Probabilmente non ce ne sono mai stati però mi solletica l'idea che questo luogo possa acquisire senso con il passare del tempo. Alcuni Blog nascono con un tema preciso (un reporter di guerra è forse l'esempio più diffuso che abbiamo in questo triste momento). Io al contrario non ho intenzione di trattare un solo ed unico argomento. Mondo Razzo è qualcosa che appare e scompare a mia discrezione, tratta di tutto e tenta di interagire con chi lo legge nel maggior numero di forme possibili: non solo testo ma anche immagini, canzoni (o suoni, perchè no ?), filmati (se ci riesco)... e tutto quanto possa avermi attirato per spingermi a farvi conoscere quello che penso, che vedo, che sento, che avverto, che amo, che odio.
Piccolo appunto finale: ho cambiato il sottotitolo a Mondo Razzo. Confido indoviniate presto da dove è stato preso.
ciaociao
Piccolo appunto finale: ho cambiato il sottotitolo a Mondo Razzo. Confido indoviniate presto da dove è stato preso.
ciaociao
venerdì, marzo 04, 2005
Per te
"Sally" - Vasco Rossi - [SCARICA mp3]
Sally cammina per la strada
senza nemmeno guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia,
di fare la guerra.
Sally ha patito troppo,
Sally ha già visto che cosa,
ti può crollare addosso.
Sally è già stata punita,
Per ogni sua distrazione o debolezza
per ogni candida carezza,
data per non sentire l'amarezza.
Senti che fuori piove,
senti che bel rumore.
Sally cammina per la strada sicura,
senza pensare a niente
ormai guarda la gente
con aria indifferente.
Sono lontani quei momenti,
quando uno sguardo provocava turbamenti
quando la vita era più facile
e si potevano mangiare anche le fragole
perché la vita è un brivido che vola via,
è tutto un equilibrio sopra la follia
sopra la follia...
Senti che fuori piove, senti che bel rumore.
Ma forse Sally è proprio questo il senso,
il senso del tuo vagare
forse davvero ci si deve sentire
alla fine un po' male.
Forse alla fine di questa triste storia
qualcuno troverà il coraggio
per affrontare i sensi di colpa
e cancellarli da questo viaggio
Per vivere davvero ogni momento,
con ogni suo turbamento
e come se fosse l'ultimo...
Sally cammina per la strada leggera,
ormai è sera
si accendono le luci dei lampioni
tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni
Ed un pensiero le passa per la testa,
forse la vita non è stata tutta persa
forse qualcosa si è salvato,
forse davvero non è stato tutto sbagliato
Forse era giusto così, eh forse, ma forse, ma si...
Sally cammina per la strada
senza nemmeno guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia,
di fare la guerra.
Sally ha patito troppo,
Sally ha già visto che cosa,
ti può crollare addosso.
Sally è già stata punita,
Per ogni sua distrazione o debolezza
per ogni candida carezza,
data per non sentire l'amarezza.
Senti che fuori piove,
senti che bel rumore.
Sally cammina per la strada sicura,
senza pensare a niente
ormai guarda la gente
con aria indifferente.
Sono lontani quei momenti,
quando uno sguardo provocava turbamenti
quando la vita era più facile
e si potevano mangiare anche le fragole
perché la vita è un brivido che vola via,
è tutto un equilibrio sopra la follia
sopra la follia...
Senti che fuori piove, senti che bel rumore.
Ma forse Sally è proprio questo il senso,
il senso del tuo vagare
forse davvero ci si deve sentire
alla fine un po' male.
Forse alla fine di questa triste storia
qualcuno troverà il coraggio
per affrontare i sensi di colpa
e cancellarli da questo viaggio
Per vivere davvero ogni momento,
con ogni suo turbamento
e come se fosse l'ultimo...
Sally cammina per la strada leggera,
ormai è sera
si accendono le luci dei lampioni
tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni
Ed un pensiero le passa per la testa,
forse la vita non è stata tutta persa
forse qualcosa si è salvato,
forse davvero non è stato tutto sbagliato
Forse era giusto così, eh forse, ma forse, ma si...
C'è sempre un però
Allora, premetto che da uomo di sinistra mi sono da poco scolato 2 birre Moretti da 66cl per la gioia MA essendo un periodo in cui non bevo particolarmente "forte" mi sento pesantemente ciucco. Detto questo ho trovato comunque la forza per mettere "Sally" di Vasco sparata nelle orecchie e di dire due tre cose a quelle granissime teste di minchia di cowboy, che hanno trasformato la mia serata di gioia in una serata di morte. Ma come cazzo si fa a sparare alla stracazzo ed ad uccidere un uomo? E se avessero beccato LEI, che casino sarebbe successo? E ora ci dicono di avere il controllo del paese? Ma stiamo scherzando? Questo non è il far west! Oggi un uomo è morto, pare addirittura per difendere la Sgrena! Siamo di nuovo qui, umiliati da un esercito di soldati allo sbando in un paese che non li sopporta più.
Vi amo perchè siete la mia vita (parole al vento di un ubriaco molesto come me)
Vi amo perchè siete la mia vita (parole al vento di un ubriaco molesto come me)
giovedì, marzo 03, 2005
Sei tu il protagonista!
Gentilmente spronato da un cara commentatrice (di cui non faccio il nome ma che troverete questa sera su Canale 5) mi rimetto al lavoro e lo faccio proponendovi un concorso. Vi chiedo di trovare un sottotitolo adatto al mio Blog. Quello che mi soddisferà maggiormente sarà selezionato e il vincitore riceverà a sua scelta uno dei seguenti premi messi a disposizione dal sottoscritto:
1) Confezione da 6 Baci Perugina (sconsigliati a chi soffre di acne adolescenziale)
2) Un'elegante copia dell'Antico Testamento rilegata a mano (usata ma come nuova)
3) Curiosa trombetta rossa di plastica da applicare alla bicicletta (ideale per scherzi primaverili)
4) Agenda Gruppo Unicredit anno 2005 (schifata da papà giace ora sulla mia scrivania)
5) Tubetto colla Pritt (in avanzato stato di secchezza)
6) Walkman la cui unica funzione rimasta è la radio (e anch'essa dubito funzioni al 100%)
7) Finto autografo di Fausto Coppi su foto in bianco e nero del Cervino recante data 1962
Forza giovani e meno giovani, non vi sembra di odorare già il profumo della vittoria?
1) Confezione da 6 Baci Perugina (sconsigliati a chi soffre di acne adolescenziale)
2) Un'elegante copia dell'Antico Testamento rilegata a mano (usata ma come nuova)
3) Curiosa trombetta rossa di plastica da applicare alla bicicletta (ideale per scherzi primaverili)
4) Agenda Gruppo Unicredit anno 2005 (schifata da papà giace ora sulla mia scrivania)
5) Tubetto colla Pritt (in avanzato stato di secchezza)
6) Walkman la cui unica funzione rimasta è la radio (e anch'essa dubito funzioni al 100%)
7) Finto autografo di Fausto Coppi su foto in bianco e nero del Cervino recante data 1962
Forza giovani e meno giovani, non vi sembra di odorare già il profumo della vittoria?
martedì, marzo 01, 2005
Il Miracolo
Oggi ho voglia di raccontarvi un miracolo. Lo faccio perchè è tutta la notte che penso a questo momento alle frasi da usare a come farvi capire come mi sento e a cosa penso.
E' successo tutto ieri sera quando mi sono recato a vedere il film "Tutto o niente" (All or Nothing - link al sito), film inglese, regista inglese (Mike Leight, lo stesso di "Segreti e Bugie"), attori inglesi (praticamente tutti sconosciuti).
Ho cominciato a gustare il film fin dalla prima scena, piano piano, come un gelato al cioccolato.
A circa dieci minuti dall'inizio dello spettacolo ho realizzato che cosa realmente stavo vedendo. Una storia piena di emarginati, di sofferenza, di sopravvivenza, di aspetti della vita veri, crudi e REALI. E questo mi ha provocato una prima vorticosi testicolare: veniamo bombardati da film hollywoodiani pieni di storie impossibili, personaggi impossibili e con finali impossibili ma che diamo per scontato siano le uniche, ovvie e scontate variabili FISSE in un mondo che non conosce altre situazioni ed altre differenze. Ed ecco che, nel momento in cui un regista affronta temi così reali, attuali e che dovremmo sentire VERAMENTE vicini a noi ci sembra di avere a che fare con situazioni impossibili, distanti ed irreali. Si, sembra impossibile. Ci hanno abituato e continuano a proporci un mondo che non esiste. (Aggiungerei che ciò accade anche al di fuori di un discorso puramente cinematografico. E' così difficile immaginare che in Iraq le cose non vadano come in realtà stanno abituando a farci credere che vadano? O che l'Italia stia peggiorando in TUTTO? O che le possibilità, le nostre possibilità in senso ampio, stiano diminuendo invece che aumentare?).
Torniamo al film. Avevo già visto alcuni film di Ken Loach ("My name is Joe" quello che ricordo con maggiore facilità) e già conoscevo questo genere unicamente e meravigliosamente inglese di raccontare la realtà socio urbana che a causa di quella vecchia troia della Thatcher si è venuta a creare in Inghilterra a seguito delle sue politiche economiche naziste. Ma questo film è molto diverso, il regista è dannatamente bravo a costruire un profilo unico per ognuno dei nove personaggi che cercano di non affogare, di stare a galla, di sopravvivere a questa loro realtà così desolante, dreprimente, alienante. Qui troviamo una tv sempre presente, lavori ripetitivi come quello di una cassiera in un grande supermercato o quello di un tassista (sono i rispettivi lavori dei due protagonisti principali), il non trovare più validi motivi per per vivere, la malattia di un figlio, una ragazza madre con un fidanzato violento che la vuole costringere ad un aborto. E non è che l'inizio. C'è un campionario completo di sofferenze continue e prolungate di cui non ci è chiara l'origine, sembra anzi che sia una condizione perpetua, senza condizioni, conosciuta e accettata da sempre e con la quale si dovrà convivere per sempre. Ed è in questo senso di soffocamento, fra questi personaggi troppo umani per essere considerati, nella loro meravigliosa solidarietà fra perdenti (la vicina di casa salverà il figlio del protagonista chiamando l'ambulanza), che ho pianto. Ed è stato un pianto liberatorio.
Avrei voluto scrivere un sacco di altre cose ma come al solito ho scordato tutto.
Ve ne consiglio la visione e mi auguro che sia una gradita sorpresa anche per voi come lo è stato per me.
a presto
E' successo tutto ieri sera quando mi sono recato a vedere il film "Tutto o niente" (All or Nothing - link al sito), film inglese, regista inglese (Mike Leight, lo stesso di "Segreti e Bugie"), attori inglesi (praticamente tutti sconosciuti).
Ho cominciato a gustare il film fin dalla prima scena, piano piano, come un gelato al cioccolato.
A circa dieci minuti dall'inizio dello spettacolo ho realizzato che cosa realmente stavo vedendo. Una storia piena di emarginati, di sofferenza, di sopravvivenza, di aspetti della vita veri, crudi e REALI. E questo mi ha provocato una prima vorticosi testicolare: veniamo bombardati da film hollywoodiani pieni di storie impossibili, personaggi impossibili e con finali impossibili ma che diamo per scontato siano le uniche, ovvie e scontate variabili FISSE in un mondo che non conosce altre situazioni ed altre differenze. Ed ecco che, nel momento in cui un regista affronta temi così reali, attuali e che dovremmo sentire VERAMENTE vicini a noi ci sembra di avere a che fare con situazioni impossibili, distanti ed irreali. Si, sembra impossibile. Ci hanno abituato e continuano a proporci un mondo che non esiste. (Aggiungerei che ciò accade anche al di fuori di un discorso puramente cinematografico. E' così difficile immaginare che in Iraq le cose non vadano come in realtà stanno abituando a farci credere che vadano? O che l'Italia stia peggiorando in TUTTO? O che le possibilità, le nostre possibilità in senso ampio, stiano diminuendo invece che aumentare?).
Torniamo al film. Avevo già visto alcuni film di Ken Loach ("My name is Joe" quello che ricordo con maggiore facilità) e già conoscevo questo genere unicamente e meravigliosamente inglese di raccontare la realtà socio urbana che a causa di quella vecchia troia della Thatcher si è venuta a creare in Inghilterra a seguito delle sue politiche economiche naziste. Ma questo film è molto diverso, il regista è dannatamente bravo a costruire un profilo unico per ognuno dei nove personaggi che cercano di non affogare, di stare a galla, di sopravvivere a questa loro realtà così desolante, dreprimente, alienante. Qui troviamo una tv sempre presente, lavori ripetitivi come quello di una cassiera in un grande supermercato o quello di un tassista (sono i rispettivi lavori dei due protagonisti principali), il non trovare più validi motivi per per vivere, la malattia di un figlio, una ragazza madre con un fidanzato violento che la vuole costringere ad un aborto. E non è che l'inizio. C'è un campionario completo di sofferenze continue e prolungate di cui non ci è chiara l'origine, sembra anzi che sia una condizione perpetua, senza condizioni, conosciuta e accettata da sempre e con la quale si dovrà convivere per sempre. Ed è in questo senso di soffocamento, fra questi personaggi troppo umani per essere considerati, nella loro meravigliosa solidarietà fra perdenti (la vicina di casa salverà il figlio del protagonista chiamando l'ambulanza), che ho pianto. Ed è stato un pianto liberatorio.
Avrei voluto scrivere un sacco di altre cose ma come al solito ho scordato tutto.
Ve ne consiglio la visione e mi auguro che sia una gradita sorpresa anche per voi come lo è stato per me.
a presto
Sanremo 05
Oggi inizia il Festival di Sanremo quindi per una settimana i miei problemi di stitichezza saranno solo un lontano e brutto ricordo.
sabato, febbraio 26, 2005
Colazione con il mio amico invisibile
Oggi mentre facevo colazione ho pensato alle seguenti cose: Lucio Dalla che suona in Germania, la partita di rugby di questo pomeriggio, il sesso orale, il partito radicale italiano, Sean Penn, una vecchia armata di scopa che vuole colpire un gatto ma non ci riesce e cade dal poggiolo (non sappiamo se muoia).
Riuscite a tracciare un profilo clinico?
Riuscite a tracciare un profilo clinico?
giovedì, febbraio 24, 2005
C'è a chi piace
Girovagando su Repubblica.it mi sono imbattuto in questa notizia :
Allenamento ad alta quota per lo svizzero Roger Federer e per lo statunitense Andre Agassi, impegnati nel torneo Atp in corso a Dubai. I due tennisti si sono allenati sulla piattaforma dell'hotel Burj Al Arab, normalmente destinata all'atterraggio degli elicotteri, a 211 metri di altezza sopra il Golfo Persico. L'albergo, il più lussuoso al mondo, si erge su un'isola artificiale in mezzo al mare e raggiunge i 312 metri d'altezza.
Spero solo che abbiano portato un sacco di palle, oltre le loro ovviamente, in quanto visto il luogo io non avrei mai avuto il coraggio di salire fin lassù!
Inutile chiedersi il perchè l'abbiano fatto. I due tennisti non dovranno più recarsi dal benzinaio per il resto della loro vita e riceveranno un sacco di bollini premio per completare le loro schede e vincere la videocamera. Mi sembrava abbastanza ovvio.
Allenamento ad alta quota per lo svizzero Roger Federer e per lo statunitense Andre Agassi, impegnati nel torneo Atp in corso a Dubai. I due tennisti si sono allenati sulla piattaforma dell'hotel Burj Al Arab, normalmente destinata all'atterraggio degli elicotteri, a 211 metri di altezza sopra il Golfo Persico. L'albergo, il più lussuoso al mondo, si erge su un'isola artificiale in mezzo al mare e raggiunge i 312 metri d'altezza.



Spero solo che abbiano portato un sacco di palle, oltre le loro ovviamente, in quanto visto il luogo io non avrei mai avuto il coraggio di salire fin lassù!
Inutile chiedersi il perchè l'abbiano fatto. I due tennisti non dovranno più recarsi dal benzinaio per il resto della loro vita e riceveranno un sacco di bollini premio per completare le loro schede e vincere la videocamera. Mi sembrava abbastanza ovvio.
martedì, febbraio 22, 2005
Woot !!!
Pare proprio che ci sia riuscito!
Il mio blog parte qui e arriva...beh, ancora di preciso non ne ho idea.
Di una cosa sono sicuro: ho dalla mia parte la strizzatina scaramantica del nostro Premier.
Il mio blog parte qui e arriva...beh, ancora di preciso non ne ho idea.
Di una cosa sono sicuro: ho dalla mia parte la strizzatina scaramantica del nostro Premier.

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